Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Cristoforo Ivanovich [1620 -1689]

Da “Minerva al tavolino” [1681]
Sonetti
XXVI
In lode del padre Giacomo Lubrani, che dal pulpito di san Lorenzo la seconda volta ha sparso al fior degl’ingegni il sopraffino della sua inimitabile facondia.

   Se il tuo labbro versar veggio nel mondo
con vivace energia fiumi eloquenti,
non so se di tesor Tago fecondo
trasformi in oro i suoi pregiati accenti,
   o pur se ricco più che Idaspe biondo
nel partorir gemmiferi portenti,
di fantasie miracolo facondo,
faccia le stille sue stelle splendenti,
   o se per far di gemme in sì bel fiore
elisiri vitali e in un beati,
spremuti in rai loquaci offra l’Aurore.
   Ma dirò più: che i labbri tuoi gemmati,
distemprando gli empirei in ogni core,
fanno in note cader soli stillati.




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