Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
CXXIII
M. Giovan Maria Agazio, al Caro.

   Colei ch’angel del ciel nuovo risplende,
e la sua luce a noi tolto ha fra via,
d’ogn’altro obietto spesso il cor disvia,
ed a cantar l’alte sue lode incende.
   Ma lo stil mio tant’oltra non si stende;
e chi salir senz’ale al ciel potria?
Vostra sì nobil cura esser devria,
CARO; e ’l vostro tacerne Apollo offende.
   Che se talor in questa riva e ’n quella
gigli e rose cogliete, onde corona
più che lauro v’adorni eterna e bella,
   questa piaggia real da l’alba a nona
sì soavi fior serba e lieti, ch’ella
ben può sola onorar tutt’Elicona.




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