Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
CI
Il signor Angelo Costanzo, al Caro.

   CARO, al cui canto angelico e divino,
come a quel d’ORFEO già Rodope ed Ebro,
sovente arresta il suo bel corso il Tebro,
e muove i passi Celio ed Aventino;
   s’un verde lauro, che per mio destino
coi sospiri e col pianto orno e celèbro,
di vaghezza e d’amor confuso ed ebro,
non mi tenesse a forza a lui vicino,
   non per veder il successor di Piero
regger col cenno il mondo in Vaticano,
né le reliquie del superbo impero,
   verrei veloce al dolce aer romano;
ma sol per onorar voi, spirto altero,
d’ogni basso pensier schivo e lontano.




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