Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XCV
M. Benedetto Varchi, al Caro.

   Mentre che voi pensieri alti e celesti
scrivete, CARO, ognor di quelle altere
fronde onorate, onde immortali e vere
glorie di lor, di voi qui fama resti;
   Fortuna e ’l ciel, sempre veloci e presti
a’ danni miei, che van crescendo a schiere,
fuor di nostr’uso, oltr’ogni uman devere,
mi son quanto ancor mai crudi e molesti.
   E se non fosse la dolce ombra e l’ora
di quei vaghi, cortesi, onesti rami,
ond’io spero a’ miei crin corona un giorno,
   gran tempo è già ch’in dolce alto soggiorno
col divin Giulio ragionando ognora,
n’andrei schernendo il mondo e i suoi fals’ami.




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