Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
LXXXI
Il signor Molza, al Caro.

   CARO, che quanto scuopre il nostro polo
spegate per lo ciel sì larghi vanni,
ch’ogni acuto veder par che s’appanni,
che dietro s’assecuri al vostro volo.
   Poi che ’l viso, che tanto onoro e colo,
ornar mi vietan duri e lunghi affanni,
voi con l’inchiostro, onde a la morte inganni
fatto avete più volte, unico e solo,
   cantate la divina alma beltate
di lei, ch’ho sempre innanzi, ond’ella goda,
accolta dentro a più leggiadro stile.
   A le mie calde voglie ed infiammate,
assai fia degna ed onorata loda,
s’io desto a cantar voi, cigno gentile.




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