Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
LXXVI
Risposta del Caro.

   Come puote un che piange e che sospira,
MOLZA, del mal, ch’ei teme e che sostene,
consolar voi, dal cui dolor li viene
un duol ch’a par del suo l’ange e martira?
   Me sfida a morte, se con voi s’adira,
la disleal, ch’a scherno il mondo tene;
pur ella col soffrir, con l’oprar bene
si vince, e la sua rota ognor si gira.
   Ma con Amor più lungo e duro piato
ha l’umana virtù: ché nulla, o poco,
val contra lui, ch’ha le nostr’alme in pegno.
   Questo è rio sempre; quello è lieto stato
quando che sia; ch’un è volubil gioco,
e l’altro imperioso e saldo regno.

13: ch’un volubil > ch’un è volubil.





5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it