Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
LVII

   Da quel che desiai tranquillo ed ermo
ricetto, a me salubre e dilettoso,
né diletto più tragge, né riposo
quest’alma afflitta e questo corpo infermo.
   Girasi il cielo e ’l mio destino è fermo.
Io muovo e ’l duolo è meco, e sì gravoso,
che per moto e per requie anco non poso;
qual dunque ho contra morte, o fuga o schermo?
   Lasso me, ch’i miei dì son giunti a riva.
Ma se questa, ch’io soffro, amara noia,
Signore, è voce tua, ch’a te m’invita,
   languisca e non più speri, non più viva
questa fral carne mia; sol in te muoia,
che né l’uno è morir, né l’altro è vita.




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