Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XLVI

   O d’umana beltà caduchi fiori.
Ecco una, a cui né questa mai, né quella
fu pari in terra, e già morta; e con ella
son sepolti d’amor tanti tesori.
   Ma che morta dic’io? se in mille cori
e in mille carte è viva ancora e bella?
e, fatta in ciel nuova Ciprigna stella,
d’altre bellezze appaga i nostri amori?
   Già vegg’io come spira e come luce;
che con la rimembranza e col desio
de’ suoi begli occhi e del suo dolce riso
   il mio pensier tant’alto mi conduce,
che me l’appresso, e scorgo nel suo viso
la chiarezza degli angeli di Dio.




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