Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XXXVIII

   O quanto al mio signor più dolce impero,
quanta gioia a’ miei figli e quanta speme
nascer vegg’io, poi che son giunti insieme
la potenza e ’l saver, le Muse e ’l vero!
   Nobil concordia, ond’ancor oggi spero
l’alta gloria, per cui fin da l’estreme
genti il Tebro e ’l Peneo s’onora e teme,
quei che disser vincendo, e quei che fêro.
   Così grida, ed al suo nuovo Parnaso
già l’una e l’altra riva inonda e ’nfiora
Arno degli onor suoi, lieto e ’ndovino.
   Ed al mar, pieno il corno e colmo il vaso,
si volge in grembo a la sua bella Flora
il gran COSMO cantando e ’l buon VERINO.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it