Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XXXIV

   GADDO, io men vo lontan dai patrii liti,
e da voi, mio sostegno e mio consiglio,
sol, perché ’n questo mio gravoso esiglio
non sia chi mi consoli o chi m’aiti.
   Deh, come oggi siam noi da noi rapiti,
io forse a morte, e voi certo a periglio,
sopra ’l Tebro, cui muove a far vermiglio
gente peggior ch’antropofagi e sciti.
   Ma poscia che ’l destin si fugge indarno,
ciascun soffrisca umil, dovunque sia,
fortuna, o buona, o rea ch’ella si mostri.
   Voi, se tornate mai vicino a l’Arno,
e veggiate talor la donna mia,
mostratele il cor mio negli occhi vostri.




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