Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XXXIII

   Né tener sempre al ciel vòlto il pensiero,
né di mitra e di lauro ornar le chiome,
né sostener tante onorate some
e del celeste e del terreno impero,
   né l’aver or con Cesare or con Piero,
con le leggi e con l’armi, e cólte e dome
le genti, né ’l veder ch’al vostro nome
s’inchini il Tebro e ’l Bragada e l’Ibero,
   v’hanno, GUIDICCION mio, recato sdegno
di mia bassezza o di voi stesso oblio;
di voi, che sempre umil foste e cortese.
   Rare virtù, che dritte ad alto segno
non son da ’nvidia o da fortuna offese,
tanto si fanno il mondo amico e Dio.




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