Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XXVII

   Avea l’ira del ciel percosso e spinto
un de’ più saldi termini d’Alcide
quel che già l’una e l’altra Esperia vide
d’opime spoglie d’ogni intorno cinto,
   quando la dea, che l’universo ha vinto,
lo risospinse, e disse: Omai t’affide
e Giove e Febo; e dove Acanto ride
ripose di sua man Dafne e Jacinto.
   Poscia, l’invidia incatenata e doma,
s’assise in cima, e quasi in proprio seggio,
ch’è di Vittorie sol nido fatale,
   piantò la palma, e si ristrinse l’ale.
Felice augurio. Onde regnar già veggio
Italia, e rifarsi alba, e crescer Roma.




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