Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XXIII

   COMMENDON, che di lume oggi e di moto
ven gite a Febo, e d’armonia simìle,
s’a l’Istro, al Reno, a l’Era, a Calpe, a Tile
già sète, a par di lui, celebre e noto,
   non v’è l’ultima Esperia assai remoto
tropico? e non vi fia, ver’ questo, a vile
ogn’altro clima? Ah, non togliete aprile
al terren vostro e lo mio stame a Cloto;
   ché senza voi né ’l mio vivere è vita,
né luce ha il nostro ciel, né di Parnaso
più s’ode il canto, ch’a virtù n’invita.
   La via vostra ha già stanco Argo e Pegaso;
né col fin de la terra anco è finita.
Deh, non fate orto altrui col nostro occaso.




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