Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
XXII

   O voi sì, che di porpora e di quanti
ha l’umana virtù più degni fregi
degnamente v’ornate, che de’ regi
avanzate i pensier, l’opre e i sembianti.
   Di voi dunque, di voi si scriva e canti,
perché ’l mondo ne tragga esempi egregi;
non per gloria di voi, ché bassi pregi
sono al vostro valor le lode e i vanti.
   E già sovr’ogni onor, sovr’ogni grado
vero atleta di CRISTO, il nome e ’l carco
di lui, che fu suo portatore, avete.
   Io, che dianzi temea ben picciol guado,
or l’oceàn su’ vostri omeri varco,
sì che n’aggio e Cocito a scherno e Lete.




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