Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Annibale Caro [1507 - 1566]

Rime [1757]
VII

   Iniqua legge, empio costume e fero,
nimico al mondo, a la natura, a Dio,
ch’un volto sì leggiadro, un cor sì pio
mal grado sia d’amor crudo e severo.
   Ma voi come il soffrite, animo altero?
come contra a quel dolce, a quel natio,
a quell’universal nostro desio
fate oltraggio a voi stessa e frode al vero?
   Ahi, quanti vizi un bel nome ricuopre,
ch’ha ben nome, ha sembianza d’onestate,
e larva è di virtù lucente e bella;
   ma se l’interno si rimira, e l’opre,
è rigore, è durezza, è feritate
questo, che ’l cieco volgo onore appella.




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