Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Guido Casoni [1561 - 1642]

Da “Ode”
I
La signora Fulvia Coloreta, innamorata del cielo, nei suoi più teneri anni se ne volò tra le braccia del suo celeste amante; ond’ebbe occasione l’autore di piangere l’immatura sua morte con l’oda che segue.

   Fulvia, fu la tua vita
voce canora che diletta e fugge,
neve ch’al sol si strugge,
alba che muor quand’è di sol vestita,
riso che in duol vaneggia,
lampo che tutto in un passa e fiammeggia.
   Polve dinnanzi al vento,
iri che vaga in apparir sparisce,
nebbia ch’al sol svanisce,
pianto non di dolor ma di contento,
folgor che d’alto piomba,
sospir che tra le labbra ha cuna e tomba.
   Ombra ch’ha ’l dì vicino,
vapor che si dilegua al sole ardente,
stella dal ciel cadente,
fior che ride e poi langue in un mattino,
volo d’augel rapace,
tempo che più non riede e va fugace.
   Fronda da Borea scossa,
sogno che manca a l’apparir del sole,
fumo che in alto vóle,
onda sorgente che dal fonte è mossa,
aura ricca d’odore,
eco che langue in poche voci e muore.
   Così la tua vita breve
fu tra noi riso, pianto, alba, vapore,
lampo, ombra, voce, fiore,
nebbia, fólgore, sogno, aura, eco, neve,
stella, iri, tempo, fronda,
fumo, volo, sospir, polvere e onda.




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