Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Francesco Durante [? - XVII sec.]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
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Seiano caduto dalla grazia di Tiberio.

   Degne, o Seian, ben son le tue rapine,
i fasti e gli odi tuoi, ch’oggi festante
Roma, che prima t’adorò tremante,
ti sprezzi e goda ne le tue ruine;
   che in tue felicità d’opre ferine
fosti ognor troppo e di tue voglie amante,
e l’ingiusto operar d’anima errante
mal soffron lunga età l’ire divine.
   Tu, di tutti oppressor, da tutti oppresso,
misero oggi cadendo, quanto audace
t’alzavi ier basti a mostrarci espresso.
   Ch’erra uom che legge de’ tiranni face
a sé il voler, ché de’ tiranni spesso
è più d’ogn’aura ogni favor fugace.




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