Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonio Ongaro [1560 - ca1593]

Rime [1620]
Parte terza
7
In morte della signora Aurelia Afferi del Cardinale.

   Appena in ciel sorgea,
coronata di stelle,
la Luna su ’l bel carro inargentato,
e già riconducea
le sazie pecorelle
Alfesibeo dal pasco a l’antro amato,
quando Damon, scordato
del gregge e di se stesso,
al vecchio Aterno in riva
il varco al pianto apriva,
e, cinto intorno il crin d’atro cipresso,
al già cadente Sole
dicea queste parole:
   — Almo Pastor, ch’omai
tieni l’aurata testa
ne la marina d’occidente ascosa,
se ti calse giamai
d’altrui preghiera onesta,
più de l’usato in grembo ti riposa
a la tua Teti ondosa;
lascia che d’ogn’intorno
d’ombre e d’orrori pieno
sia di Giunone il seno;
poiché Morte rinchiuso il mio bel giorno
in picciol urna tiene,
e seco ogni mio bene.
   Eccelse rupi e valli,
dolci selvette estive,
fronzuti faggi e salci e querce ombrose,
e voi, chiari cristalli,
per le cui verdi rive
spesso le belle membra ella ripose,
e colse gigli e rose,
porgete orecchie intenti
a queste rime meste,
come le mi porgeste
quando dal cor m’uscian più dolci accenti;
ch’io qui voglio sfogare
l’aspre mie pene amare.
   Poiché le stelle infide
la mia cara consorte
furano a queste piagge, ancora acerba,
poiché miete e recide
ingiusta e cruda Morte
le mie speranze e le mie gioie in erba
con la falce superba,
in vece di amaranti,
velenose cicute
sorgano e spine acute,
lascin le siepi i flessuosi acanti,
e l’edere e le viti
lascino i lor mariti.
   Non vue o bionde spiche
o dolci frutti e cari
nascan per questi campi a tempo ameni,
ma sol pungenti ortiche
e stecchi e pruni amari,
et erba onde la greggia s’avveleni.
Di lutto e di duol pieni
errino per le selve
i satiri e i silvani,
e per monti e per piani
piangan la ninfa mia pastori e belve,
e con le rauche linfe
le faretrate ninfe.
   Si secchino l’erbette;
né dolce ombra, né fiore
queste nostre campagne più dipinga.
Le faci e le saette
estingua e spezzi Amore,
indi di doppia benda i lumi cinga.
Rompa Pan la siringa,
fugga Bacco dai colli,
il fiume dolce e chiaro
corra torbido, amaro,
né siano i lupi di predar satolli,
né pinto augel gareggi,
né lauro alcun verdeggi.
   La mia leggiadra Aurora
sotto que’ marmi giace,
o di membra celesti umil ricetto;
e m’arde estinta ancora
d’invisibile face,
come arder mi solea, vivendo, il petto.
O mio sommo diletto,
o mia diletta moglie,
o di me miglior parte,
chi da me ti diparte
e mi porge cagion d’estreme doglie?
Son tutti i miei conforti
ne’ tuoi begli occhi morti.
   Nisa, quando cadesti,
caddero insieme teco
bellezza, castitade e leggiadria;
quando gli occhi chiudesti,
rimase il mondo cieco,
senza la luce, ch’or tanto desia.
Tu la diritta via
del ben far ne mostrasti;
fu a me la tua bellezza
scala a la somma altezza;
tu queste piagge e questi monti ornavi,
come gli armenti il toro,
come le gemme l’oro.
   Or sopra gli aurei giri,
lunge dal mondo errante,
siedi vicina la tuo fattore, a Dio,
e l’aria e ’l sol rimiri
sotto le sacre piante.
Deh mira, priego, questi abbissi, ov’io
varco di pianto un rio,
e se Morte non spense
la figlia col suo ghiaccio
e non ruppe quel laccio
con che nostr’alme Amor strinse et accense,
non mi negare aita
a finir questa vita.
   Lieto vissi e contento,
mentre con santo nodo
Amor ci tenne in caro ardor soave;
or le biade e l’armento
e quanto veggio et odo,
e la vita mi par noiosa e grave.
Qual travagliata nave,
ne’ salsi umidi regni,
son io di nocchier priva;
né spero uscire a riva
con questi del tuo amor tre fidi pegni,
se tu, con mia sorella,
non mi sei scorta e stella. —
   Qui, dal duolo impedito, il pastorello
chiuse le labbra al canto,
e gli occhi aperse al pianto.

3: luna > Luna. 113: giaccio > ghiaccio; unica oscillazione nel canzoniere.





5




10




15




20




25




30




35




40




45




50




55




60




65




70




75




80




85




90




95




100




105




110




115




120




125




130



poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it