Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonio Ongaro [1560 - ca1593]

Rime [1620]
Parte seconda
22
Consacra voti allo sdegno che l’ha liberato della servitů amorosa.

   Quando ritorna al suo terren natio
chi fu gran tempo al crudo remo avvinto
dagli empi traci, il ferro, ond’ebbe cinto
il collo e ’l pič, consacra uměle a Dio.
   E chi da l’onde tempestose uscěo,
ove fu presso a rimanerne estinto,
appende e mostra anch’egli altrui dipinto
il suo naufragio periglioso e rio.
   Io, fuggiti gli scogli e le sirene
d’amore, agli altri amanti a scoprir vegno
gl’inganni altrui, cagion de le mie pene.
   Io, che fui schiavo d’un tiranno indegno,
or che libero son, queste catene
spezzate appendo al tempio de lo sdegno.




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