Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonio Ongaro [1560 - ca1593]

Rime [1620]
Parte prima
82
In morte del serenissimo Ottavio Farnese, duca di Parma.

   Mena in giro la falce empia e rapace
gelida Morte, e ciň che incontra atterra,
né virtů cura, o scettro; in poca terra
OTTAVIO, il saggio e grande, ecco, si giace.
   Quel forte eroe, del cui valor capace
non era il mondo, angusto marmo serra;
e fra l’ossa onorate de la guerra
son le glorie sepolte e de la pace.
   L’Africa il dica, e ’l Belga e l’Alemanno,
se valse in guerra, e Parma e Trebbia e Taro,
se fu di pregi de la pace adorno;
   la Copia, Astrea, le Muse e Marte il sanno,
che al duro caso piansero, e spezzâro
l’asta, le cetre e le bilancie e ’l corno.

13: sprezzâro > spezzâro.





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