Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonio Ongaro [1560 - ca1593]

Rime [1620]
Parte prima
58
Riprende chi più stima la creatura che il Creatore.

   Questo sol, questa luna e queste stelle,
onde fregiati son questi orbi immensi,
l’aria e la fiamma e i campi umidi e densi,
uomini, piante e vaghe fiere e snelle,
   fatti ha il sommo fattor, perché per quelle
facciano scala a l’intelletto i sensi;
sì ch’ei sorvoli e fra sé volga e pensi
qual sia l’alta cagion d’opre sì belle.
   Ma tu, mente idolatra, in ciechi errori
sepolta, del fattor eterno in vece,
di fango vil mortal fattura adori.
   Deh fuggi l’ombre, e mira, ahi, che non lece
per due fugaci e torbidi splendori
lasciar quel sol che ’l tutto move e fece.




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