Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonio Ongaro [1560 - ca1593]

Rime [1620]
Parte prima
34
Prega il conclave ad elegger quanto prima il sommo Pastore.

   Purpurei padri, onde l’Italia e ’l mondo,
dopo Dio, solo attende
a le piaghe, onde langue, alcun conforto;
e, fra speme e paura, in dubbio pende
chi de le stelle al pondo
da voi s’innalzi saggio Atlante accorto;
deh richiamate al porto
e riponete in calma et in bonaccia
la barchetta santissima di Piero,
cui crudo assalto e fiero
mosso dagli aquiloni il mar minaccia,
e giù depor vi piaccia
(se in alcuni pur s’annida)
l’odio, contrario al ben commune, e l’ira;
e vi sia spirto e guida
chi dal Padre e dal Figlio insieme spira.
   Ben sa chi le memorie antiche volve,
che tai consigli denno
maturarsi co ’l tempo e con la mente;
perché rade fiate appar gran senno
in uom, che si risolve
in così fatte elezzion repente;
ond’io chiamo prudente
vostra tardanza, ch’altri ingiusta chiama;
ch’esser cauto in grand’opra, è grande ingegno.
Ma pur vostro disegno
ne dice esser cagion chi Dio non ama;
e, benché falsa fama,
tal si divulga, e l’ode
e Ginevra e Bisanzio; et Inghilterra
ne insuperbisce e gode,
da la fede divisa e da la terra.
   Dunque perché la perfida ne pianga,
con le compagne infide,
et in suo vano error delusa reste,
date tosto la clava a sacro Alcide,
che ’l Ciel sostegna, e franga
a l’eresia verace d’Idra le teste;
e queti le tempeste
de la discordia cieca, che nel core
de’ prìncipi di Cristo ondeggia e bolle.
Che se da voi s’estolle
buon veglio, a cui per merto e per valore
si debba a tanto onore,
da le sue noie parmi
già veder che respiri Italia e Roma,
e, senza tinger l’armi,
pacata Europa e Babilonia doma.
   E certo per lo stato in ch’ella giace
da voi soccorso chiede
la Chiesa, di perigli ingombra e piena;
deh mirate, per Dio, che non possiede
tanto terreno in pace,
ove possa piantar la croce a pena.
Da la perduta arena
d’Irlanda e fin di là dove il sol sorge,
le preparano gli empi acerbe offese;
e del vostro paese,
in qualunque contrada occhio si porge,
dura fame si scorge,
e quella poca parte
che stima forse alcun che in pace stia,
arde d’interno Marte
guerra civil, de l’altra assai più ria.
   Ma s’ogn’altra cagion lieve a voi sembra,
la bella Francia almeno
vi muova, ora infelice e non più bella;
che, di tante ferite aperta il seno
e lacera le membra,
di mille onte a lei fatte a voi si appella;
ch’è divenuta ancella,
dove fu gran regina, e gli aurei gigli
da le chiome ha deposti, e ’l regio manto,
e con angoscia e pianto
vi mostra i paschi tepidi e vermigli
del sangue de’ suoi figli,
gridando: — O sacri eroi,
poiché fansi di me ruine e scempi,
io raccomando a voi
le mie vergini sacre e i sacri tempî. —
   Mover anco vi deve il Turco infido,
che pon tutti i suoi studi
per recare a l’Italia ultimo affanno.
Lasciando di Tessaglia i monti ignudi,
scendono i boschi al lido
perché varchi la Scizia al nostro danno.
Or ch’ha l’empio tiranno
tregua co’ Persi, al popolo fedele,
ch’è senza capo, cruda guerra indice;
e da qualche pendice
tosto Sicilia scoprirà le vele
de l’armata crudele,
che già sotto le navi
[...]
di gioghi e d’armi gravi,
onde morte o servaggio a noi destina.
   Dal vostro chiuso, o prencipi, volgete
gli occhi al Tevere al fine,
che l’onde sue tinge di sangue e mesce
il fumo degli incendi e le rapine;
lasso, voi pur vedete
(e l’aspetto del danno il danno accresce)
turba, a chi ’l giusto incresce,
d’oltraggiar su le mura have ardimento
quella che vincitrice il mondo corse;
la gran Roma, che porse,
anco sedendo inerme, alto spavento
a cento regni e cento,
da quattro ladri intorno
cinger si lascia assedio aspro e mortale.
Ahi, gran vergogna e scorno
di chi lo face e di chi ’l soffre eguale.
   Canzon su ’l Vaticano,
chi di porpora sacra il petto inostra,
nel gran senato agli occhi miei s’invola;
tu se’ povera, e sola
potrai fra l’armi entrar la ricca chiostra;
tua ragion vera mostra,
e di’: — Chi lascia il gregge
di Dio senza custode a’ lupi in preda?
e perché non si elegge
chi nel legno di Pietro al timon sieda?

94. [...]: i punti di sospensione, a denotare il testo mancante, sono dell’originale.





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