Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Bartolomeo Dotti [1651 - 1713]

Da “Delle rime: i sonetti” [1689]
XIII
Le formiche.

   Fissa l’occhio, mortal, qui dove impressa
par di punti animati esser la terra.
D’atomi vivi qua turba indefessa
sorge, va, passa, torna e scorre ed erra.
   Cumuletti di grano, in schiera spessa,
per lunga striscia strascinando afferra;
vi s’affatica intorno, e poi se stessa
con la raccolta mèsse alfin sotterra.
   Dunque spècchiati in lor, tu che persisti
ne l’accoglier ricchezze, alma inquieta,
e, qual formica, in cumular ti attristi.
   Ne l’avarizie tue vanne pur lieta,
che son dei sudor tuoi mèta gli acquisti;
ma degli acquisti poi la tomba è mèta.




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