Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Bartolomeo Dotti [1651 - 1713]

Da “Delle rime: i sonetti” [1689]
XI
Nel medesimo soggetto. Prendendone sollievo alla mestizia*.

   Muse, poiché non so co’ canti vostri
i terreni placar purpurei numi,
echeggiar più non fo d’Amicla i chiostri,
né gorgogliar di Pindo i dolci fiumi.
   Questa canna è mia penna, e questi fumi
mi servon già di geniali inchiostri,
onde scrivo de l’aria in sui volumi,
a cifre vagabonde, i dolor nostri.
   Sorgono l’atre note, in cui diffondo
i cordogli onde muto io mi querelo,
e i nembi del mio cuor fra i nembi ascondo.
   Quindi ritrar qualche conforto anelo,
ché se i sospiri miei non cura il mondo,
gli accoglie almeno in questo fumo il cielo.

*Nota: nell’ediz. del 1689 questo sonetto è successivo a quello intitolato: ‘Prendendo tabacco in fumo, dopo lo studio.’





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