Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Bartolomeo Dotti [1651 - 1713]

Da “Delle rime: i sonetti” [1689]
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Per un aborto conservato in un’ampolla d’acque artificiali dal signor Giacopo Grandis, fisico e anatomico eccellentissimo.

   Questo, Giacopo mio, sconcio funesto
cui diè morto natale il sen materno,
se maturo nascea, moria ben presto,
e voi d’intempestivo il fêste eterno.
   Non so se dolce latte o pianto mesto
gli sia di quel cristal l’umore interno;
so ben che l’alvo suo fu come questo,
poi ch’utero da vetro io non discerno.
   Vive quasi per voi chi per sé langue;
embrione morì, scheletro nacque,
fatto parto immortal d’aborto essangue.
   Uomo, impara! Insegnarti al Grandi piacque
che sia ventre di donna e maschio sangue
più fral del vetro e men vital de l’acque.




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