Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Bembo [1470 - 1547]

Rime [1548]
Rime rifiutate
XIV

   Solingo augello, se piangendo vai
la tua perduta dolce compagnia,
meco ne vn, che piango anco la mia;
insieme potrem fare i nostri lai.
Ma tu la tua forse oggi troverai;
io la mia quando? E tu pur tuttavia
ti stai nel verde; i fuggo ove che sia
chi mi conforte ad altro, cha trar guai,
n sentir posso chi non piagne o geme.
E te sun dolor preme,
p ristorar un altro piacer vivo,
ma io dogni mio ben son casso e privo.
   Casso e privo son io dogni mio bene,
che men spogli lo mio avaro destino,
e come or vedi nudo e peregrino
vo misurando i campi e le mie pene.
Ben possio dir che poche ore serene
e breve stato il mio dolce camino;
cos fossio dogni altro al fin vicino,
ma quel d, per mio danno, unqua non vne,
e mi riserba a tenebre pi nove.
Ma se piet ti move,
vola tu l, dove questo si vole,
e sciogli la tua lingua in tai parole:
    A pi de lAlpi, che parton Lamagna
dal bel paese ove l suo padre nacque,
con le fere, con gli arbori e con lacque
ad alta voce un uom dAmor si lagna.
Dolor lo ciba, e del suo pianto bagna
lerba e le piaggie, e da che pria li piacque
penser di voi, quanto mai disse o tacque
va rimembrando, e n tanto ogni campagna
empie di gridi, u pur che l pi lo porte,
e sol desio di morte
mostra negli occhi, e n bocca ha l vostro nome,
giovene ancor al volto et a le chiome.
   Che parli, o sventurato?
a cui ragioni? a che cos ti sfaci?
e perch non pi tosto piagni e taci?




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