Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Bembo [1470 - 1547]

Rime [1548]
Rime rifiutate
XI

   Occhi miei lassi, omai ch’altrove è vòlto
il sol, che facea luce a la mia vita,
pur de’ suoi santi raggi il cor pascendo,
accompagnate il gran dolor accolto,
ch’a lamentarsi trae l’alma schernita,
il vostro error e ’l suo danno piangendo;
che se le sue ragioni chiaro intendo,
doveste a miglior tempo esser accorti.
Or che son partir le vostre pene,
a voi pianger convene,
che foste dal piacer sì tosto scorti;
dolersi a lei, che nutrì falsa spene.
   Ma io che debbo far? chi m’assecura
senza l’usato mio dolce conforto,
rimaso nudo e ’n solitaria parte?
Seguir nol posso, ahi mia fera ventura!
E qui son men che mezzo, e quello è morto,
ché seco andò la viva e maggior parte.
Né mai da corpo un’anima si parte
ne le primiere sue più felici ore,
che se ne doglia tal, qual io mi doglio.
O che grave cordoglio!
Madonna è ita, et ha seco ’l mio core,
et io sto qui pur contra quel ch’io voglio.
   Come nave in gran mar, se nube asconde
le stelle, che reggeano il suo camino,
riman errando in dubbio di suo stato,
così son io tra queste orribil onde
d’Amor, ove mi spinse il mio destino,
rimaso, lasso, con la morte a lato;
poi che ’l mio nubiloso acerbo fato
m’invidia que’ duo cari onesti lumi,
che mi fidâro al periglioso corso.
[...]

34. [...]: i punti di sospensione, che sono dell’originale, denotano gli ultimi tre versi mancanti.





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