Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Bembo [1470 - 1547]

Rime [1548]
CIX

   La nostra e di Giesù nemica gente,
ch’or lieta, come fosse un picciol varco,
l’Istro passando, in parte ha l’odio scarco
sovra quei che la fêr già sì dolente;
   di cui trema il Tedesco, e ’n van si pente
ch’al ferro corse pigro, a l’oro parco,
e vede incontro a sé riteso l’arco
ch’ha Rodo e l’Ungheria piagate e spente;
   tu, che ne sembri Dio, raffrena e doma
l’empio furor con la tua santa spada,
sgombrando ’l mondo di sì grave oltraggio,
   e noi di tema; che non pèra e cada
sopra queste Lamagna, Italia e Roma,
e direnti, Clemente, e forte e saggio.

14: direnti ossia ‘ti diremo’; forma rara che usò anche Berardino Rota nel sonetto che inizia: ‘Il quinto lustro, o Sol, già chiude e gira’ in ‘I fiori delle rime de’ poeti illustri, Venezia, Gio: Battista & Melchior Sessa, 1558’.





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