Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Bembo [1470 - 1547]

Rime [1548]
LXXXVII

   O superba e crudele, o di bellezza
e d’ogni don del ciel ricca e possente,
quando le chiome d’or caro e lucente
saranno argento, che si copre e sprezza,
   e de la fronte, a darmi pene avezza,
l’avorio crespo e le faville spente,
e del sol de’ begli occhi vago ardente
scemato in voi l’onor e la dolcezza,
   e ne lo specchio mirerete un’altra,
direte sospirando: — Eh lassa, quale
oggi meco penser? perché l’adorna
   mia giovenezza ancor non l’ebbe tale?
A questa mente o ’l sen fresco non torna?
Or non son bella, alora non fui scaltra.




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