Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Pietro Bembo [1470 - 1547]

Rime [1548]
XXXIII

   La mia fatal nemica è bella e cruda,
Cola; né so qual più, ma cruda e bella,
quanto il sol caldo e chiaro, e ben tal ella
nel cor mi siede, che n’agghiaccia e suda.
   Già bella solo, or di pietà sì nuda
inseme, lasso, e sì d’amor rubella,
che, vedete tenor di fera stella,
temo non morte le mie luci chiuda,
   prima ch’io scorga in quel bel viso un segno,
non dico di mercé, ma che le ’ncresca
pur solamente del mio strazio indegno.
   Felice voi già preso a più dolce ésca,
cui micidial di lei vaghezza o sdegno
gelo e foco ne l’alma non rinfresca.




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