Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giovanni Canale [? - XVII sec.]

Da “Poesie” [1694]
XII
[Lo scheletro.]

   Tu che dal riguardarmi orror apprendi,
timido parti e la mia vista abborri,
arresta il piede, e la mia voce intendi:
se movi il piede, in grave error già incorri.
   Come a fragil beltà perduto attendi,
che sarà qual son io, pensa e discorri;
un punto mi mutò, da un punto pendi,
e col tempo che vola a morte corri.
   Begli occhi, vago crin, guance rosate
amabil mi rendeano, e in un momento
divenni schifa polve, ossa spolpate.
   A macchinar disegni io vissi intento;
ma i disegni, i pensieri e la beltate
al mio estremo spirar sparîro in vento.




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