Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giovanni Canale [? - XVII sec.]

Da “Poesie. Parte prima e seconda” [1667]
Parte prima
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Al signor don Francesco Dentice, cavaliere dell’Abito di san Giacomo della Spada. Orologio da sole, che coll’ombra d’una pianta piramidale mostra li numeri dell’ore, composte d’erbe fiorite.

   Or dunque polve et acqua et ombra e rote
non vagliono a mostrar di nostra vita
la gran volubiltà? [che mal si puote
scernere col pensier, tanto è spedita];
   ch’ancor de’ fiori ai numeri, alle note,
di pianta industriosa ombra erudita,
che dal raggio del sol che la percote
segna tra l’erbe a ogn’or l’ora fiorita,
   la vita, che qual fior more nascente,
s’or da odorati numeri è vivace,
more, accolta nel seno ombra serpente.
   Ah non t’insuperbir, vita fallace:
qual fior caduco è tua beltà languente,
qual ombra lieve è tua beltà fugace.

12: no > non.





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