Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
LIII
Il sonno.

   Antipode del senno, oppio de’ sensi,
benché di mezzo l’essere ci privi,
ed a dazii di morte astringa i vivi,
esigge il sonno volontari censi.
   Rende cimmeria l’alma, e ciò che pensi,
sposando a lazie muse i plettri argivi,
larva è di sogni, or mesti ed or festivi,
delirio di vapori, or radi or densi.
   Di piacevole oblio vesta l’orrore,
di sibarite rose il letto impiumi:
sepolcro è pur de l’uom che a tempo more.
   Torbido il viso e ’l sen d’umidi fumi,
per non farsi veder che ruba l’ore
adulato ladron ci chiude i lumi.




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