Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
L
I beni della terra mescolati con mali.

   Non ogni fior è pronubo del frutto;
nascono i più sinonimi del frale:
spesso, Icari d’april, mettendo l’ale,
hanno in gocce di gel naufrago il flutto.
   Tal di nostre speranze il verde e ’l tutto
sfrondasi a un soffio sol d’aura fatale;
e se punta di febri il bello assale,
l’amenità degli anni ombra è di lutto.
   Rupi diserte son d’Alcinoo gli Orti;
ne le Tempe di Mida in carte argive
il ben e ’l mal già spuntano consorti.
   Pochi de’ lor desii toccan le rive;
e per quanto promettano le sorti,
limosina d’istanti è un uom che vive.

10: ‘Tempe’: valle di Tempe, in Tessaglia, collegato al culto di Apollo,. In senso figurato sta per luogo ameno.





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