Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XLIX
Comodo Imperadore fe’ porre la sua effigie nel colosso del Sole.

   Che non ardì l’ambizion del Fasto?
Giunse a decapitare il re del giorno,
e strinselo a portar, de’ cieli a scorno,
di Comodo invanito il volto infausto.
   L’apocrifo pianeta, inciso e guasto,
occhi non ebbe da guardarsi intorno,
né, per l’ingiurie fatte al crine adorno,
poté far, senza lampi, alcun contrasto.
   Roma, misera Roma, oppressa al pondo
di un mostro in un colosso; empio conquasso
ti gitterà de’ precipizii al fondo.
   Ombre e sepolcri aspetta in ogni passo,
se già regola l’ore al lazio mondo,
con testa d’un tiranno un sol di sasso.




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