Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XLVIII
Nabucodonosorre atterrito per un sogno uscitogli di mente.

   Cieco istrion d’imaginarie forme,
empio Nabucco rappresenta in ombra
tragiche scene; attonito s’adombra,
né sa regnar, né sa sognar se dorme.
   L’assaltano sospetti a torme a torme;
d’un ignoto terror l’oblio l’ingombra,
smemora e teme più che non mai sgombra
il suo mal, che precipita senz’orme.
   E pur ti gonfi, o Fasto? e pur sui vanni
di tua Fama dar leggi al cielo agogni,
vicino a rovinar larva d’inganni?
   Stolida vanità, non ti vergogni
cozzar con Dio, se a fulminar tiranni
bastano sogni d’ombre, ombre di sogni?




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