Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XL
Le lucciole.

   Spanda pur dense nebbie e chiuda il maggio
sotto larva di verno i suoi sembianti,
che a fosco ciel, per eremo selvaggio,
m’apron la via le lucciole vaganti.
   Vivi baleni e facelline erranti
fanno a l’ombre più cieche un chiaro oltraggio;
e, quasi di natura alati incanti,
cangian le fughe in lampi, il volo in raggio.
   Su, sparite, timori, ecco d’intorno
di pennuti rubin l’aria s’infiora,
e ne le notti mie non manca il giorno.
   A che turbarmi? a che aspettar l’aurora?
Non curo il sol, se sa, del tempo a scorno,
produr le stelle sue la terra ancora.

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