Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XXXVI
Per le capelliere postizze.

   Stolida frode, ipocrisia fallita
crede spuntar la falce anco a’ destini.
Con avanzi di tombe acconcia i crini;
scapiglia morti ad abbellir la vita.
   Ostenta più d’un’Ecuba marcita
in bionde fila d’or trecce di frini,
più d’un calvo Titon a’ cranii alpini
d’Euriali e Nisi innesta ombra fiorita.
   Lusso, a che fingi? Vanità, che speri?
Se porgi in mano a le fortune infide
di venali bugie ciuffi non veri,
   non se ne sdegna Cloto, anzi sorride
che mieter possa apocrifi cimieri
senza aguzzar le forfici omicide.




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