Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XXXIV
Oriuolo ad acqua.

   A che sognar con temerarii vanti
secoli ne l’età mezzo sparita,
se bastan sole ad annegar la vita
minutissime gocciole d’istanti?
   Voi, talpe di ragion, delusi amanti,
a ravvedervi in picciole urne invita
meccanico cristal; e in sé vi addita,
quasi stille del Tempo, i giorni erranti.
   Quanto è, quanto sarà, s’imprime in acque,
cifra di fughe; e in fluido ferètro
naufraga sepellito il fu che piacque.
   Se no ’l credi, o mortal, volgiti a dietro,
e mira l’esser tuo, che al pianto nacque,
struggersi a stille in agonie di vetro.




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