Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XXXIII
Su l’istesso.

   O breve eternità di nostra vita,
che ti scateni in fluidi momenti,
questa di molli cere urna fiorita
le tue corte misure apre a le genti.
   In te, con istantanea fuggita,
quanti nascono d́, muoiono spenti;
tu, ne’ principii tuoi mezzo finita,
cadavero de’ fatti, il nome menti.
   Di astrolaghe follie le carte infinte
svolgi in cerca del Tempo, e ti figuri
nestoree senza fin l’ore dipinte.
   Deh, cessa di sognar gli anni futuri:
come le cere sol vivono estinte,
coś nel viver tuo morendo duri.




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