Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XXXII
Oriuolo di cere intrecciate.

   Prede innocenti, industriose brine,
cui bevon l’api da sicanie flore,
mi additano, in più giri, il moto e l’ore
con del Tempo l’istabili rapine.
   In esso io scorgo le vicende e ’l fine
d’ogni pompa mortal, d’ogni splendore.
Chi vive spento, illuminato more;
lucignolo di Morte è il bianco crine.
   Ceree del fasto son l’icarie piume,
cerei son de’ piaceri e l’ozio e ’l gioco,
cereo è di Mida l’oro, e cereo il lume.
   Quindi apprendi, o mortal, che ancora il poco
de l’età che si perda o si consume,
pianger si deve a lagrime di foco.

4: ‘l’istabili’, così nel testo.





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