Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XXVIII
Le viscere strappate da vermi vivi si lavorano in vari vezzi.

   Vermi svenati in glutini di gelo,
cui dotta man effigiando avviva,
ad adorar la nazarena diva
mostrano in globi d’or rose di cielo.
   Già tempro il pianto mio; né mi querelo
ch’ornino il volto a la beltà lasciva,
mentre in trofeo di pietà festiva
intrecciano corone in mano al zelo.
   Ben si posson pregiar di eterni vanti,
vezzi a le preci ed estasi a’ pensieri,
beate cifre di virginei canti.
   A me scuopron di fé gli arcani veri:
ché, contra i vermi di coscienze erranti,
di Maria son antidoti i misteri.




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