Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XXVI
Tormentato per acque e per fuoco, si sviscera in seta.

   A la ruota si strugge, avvolto in giri,
verme che circolò per farsi d’oro.
Ahi, che l’esche brevissime d’un moro
presagivano in ombra i suoi martìri.
   Interesse crudel, quanto deliri!
assolvi chi rapisce, e nel tuo foro
par delitto di morte ogni tesoro;
e chi ricco si fa, forz’è che spiri.
   Sbuffano di velen sputi funesti
senza timor le vipere serpendo,
vivi strali del bosco e vive pesti.
   Un rettile che fabrica tessendo
con le viscere sue seriche vesti,
in eculei di vampe arde morendo.




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