Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XXIII
Vanità nel colorito vario delle sete.

   Non sazio di rapir lane agli armenti,
a le tigri e pantere orridi velli,
barbare piume a messicani augelli,
sviscera il Lusso ancor vermini spenti.
   Mostran filate l’arie, orditi i venti
le sete in sottilissimi capelli;
che quanto velan men, tanto più belli
stima il guardo profan suoi ornamenti.
   Tiranna Vanità, di che ti pregi?
Le pompe al fragil corpo offri in tributo,
e lasci l’alme ignude in mezzo a’ fregi.
   Confonderti ben puoi, che un vil rifiuto
di escrementizio verme ammanta i regi,
e più Cesari veste un picciol bruto.




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