Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XVII
Si arricchisce del suo per industria, non per rapina.

   Che bel genio d’un verme! In grembo asconde
vivi i balen de le peruvie vene,
e stampa brancolando a secche avene
di rettile Pattol seriche l’onde.
   Sveglia co’ labbri suoi, sazio di fronde,
a l’esperio giardin invidie amene.
Ponno emular su le stellate scene
di Berenice il crin l’ombre sue bionde.
   Tutto č censo di lui l’oro che spande;
né con leggi tiranniche d’orgoglio
vňta provincie a comparir da «Grande».
   Oggi il rapir par gloria a piů d’un soglio.
Son trionfi le prede; armi ammirande
chiamansi del valor l’unghie d’un «Voglio».

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