Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XIV
Il baco è un enimma di naturali prodigi.

   Un esser di più specie in uno unite
povero nasce et agoniza aurato;
lascia, estinto, di rai più linee ordite,
da punti di putredine animato.
   Giano di forme, anfibio di due vite,
polveroso embrion, postumo alato.
Né palingenesie tanto inaudite
son di favola greca estro sognato.
   Ha per sua libertà la sua prigione,
ha per erario suo il proprio avello,
ha le reliquie sue per sue corone.
   Dimmi, Edipo, chi sia? Quello e non quello:
naviga mondi oltre l’ausonie zone,
Argo insieme e Giasone, ed aureo vello.




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