Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XIII
Chi mortifica la sua carne glorifica lo spirito.

   Cifra animata di prodigi, un verme
a le viscere sue la guerra indice,
rorario invitto e venturiero inerme,
per cangiarsi in trofeo l’urna felice.
   Gli stami di sua età sudando elice,
vivendo a l’ombra di funereo germe;
poi risorge sepolto, e l’ali ferme
addestra al vol, domestica fenice.
   Quindi impara, mortal, or che ti affanni,
come degenerar la tua fralezza
può nobilmente ed eternarsi gli anni.
   Chi vincitor di sé la vita sprezza,
s’impenna nel morir mistici vanni,
da porsi in cielo un angiolo in bellezza.




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