Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XII
Simbolo degli avari, che multiplicano l’usure per impinguare il fisco delle disgrazie.

   Quanto d’affanni e di sudori impiega
verme che, là su le trinacrie rive,
senza istanti di posa e senza tregua
si svena, esangue, e stempera in salive.
   Si divincola e storce; intriga e piega
dentro un aurato globo ombre furtive.
Or le fila assottiglia, ora l’adegua;
per pompeggiar, sepolto, appena vive.
   Ma le ricchezze sue, lacere e sparte,
oltre l’Alpi d’Italia ed oltre i mari,
economa del lusso, invola l’Arte.
   Queste sventure il ciel serba agli avari.
Chiudono, vivi, l’oro in arche e carte,
per aprir, morti, al fisco i chiusi erari.




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