Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
XI
Chi vive per morire, muore per vivere.

   Settizonii eccelsissimi a Severo,
per adularlo, estinto, erse già Roma,
e d’immense piramidi la soma
a’ cadaveri scettri il Nil guerriero.
   Sospese a’ mausolei del greco impero
le sue bende Fortuna, e l’aurea chioma;
ma il Tempo al fin, che le superbie doma,
sepellì l’urne stesse al fasto altero.
   Del verme serican segua le scorte
chi a le ceneri sue, oltre del fato,
aprir si vuol d’eternità le porte.
   Questi sepolto vive, e sorge alato.
E perché in vita muor, poi vive in morte,
e fa volo pe ’l ciel l’ultimo fiato.




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