Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo Lubrano [1619 - 1692]

Da “Scintille poetiche” [1692]
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L’industria ingegnosa è una fortuna domestica.

   Da qual Euclide apprese, in quale scola
un vermicciuol geometrie maestre,
che d’aure linee in seriche palestre,
erudito inventor, l’arti consola?
   Qual Pallade gli diede e subbio e spola
da pinger nova scena a frigie orchestre?
Come, fabro al garrir d’ombra silvestre,
tesse le tombe sue e poi sen vola?
   Si confonda in mirarlo il fasto umano,
che a pompeggiar impoverisce un regno,
e spoglia d’ostri e gemme il mare insano.
   Di gran gloria in un verme ecco il disegno:
forma un orbe in se stesso e mente e mano;
ché far molto col poco opra è d’ingegno.




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